Le Ciotole metalliche del Canto Tibetano sono strumenti molto antichi nella loro tradizione, già in uso comune in Tibet ancor prima della nascita del Buddhismo indiano nel VI secolo a.C.

Erano un oggetto profondamente inserito nella cultura dei popoli Himalayani, proprio per l’utilizzo quotidiano che ne veniva fatto nella loro vita.

Alcune fonti segnalano che le prime notizie relative alle Campane risalirebbero al 2000 a.C. nelle zone montuose dell’Himalaya dove avevano infatti molteplici utilizzi: ciotole per le offerte; strumenti taumaturgici; recipienti per cucinare e contenere i cibi (come era usanza in particolare in Nepal e in India del Nord dalle donne in cinta) con lo scopo di integrare e ripristinare la mancanza di minerali grazie a quelli rilasciati dalle ciotole stesse.

Gli antichi monaci ne conoscevano il valore e le utilizzavano sul corpo umano. I Bompo, la classe più elevata dei monaci Bon (religione autoctona del Tibet) erano considerati degli sciamani con la capacità di fronteggiare le malattie che affliggevano l’uomo attraverso una guarigione spirituale realizzata proprio con le campane.

In India venivano utilizzate per riequilibrare i centri energetici. Erano diffuse nelle cerimonie per loro proprietà purificatrici, grazie alle vibrazioni del loro suono che ripulivano l’ambiente dalle forze negative e scioglievano i blocchi emozionali.

Ben presto fu quindi una filosofia comune ritenere centrale il valore terapeutico e spirituale delle ciotole risuonanti che suonate con i tradizionali batacchi divennero preziosi strumenti musicali, in grado di armonizzare il Microcosmo e il Macrocosmo.

Secondo la tradizionale cosmogonia dei popoli Himalayani nello spazio originario si produsse una vibrazione, che progressivamente si trasformò nel suono primordiale dell’Universo: l’OM. In questa visione, il mondo è nato quindi dall’ OM.

Questo stesso suono unisce pertanto gli elementi fondamentali che costituiscono il mondo (fuoco, aria, terra acqua) e le campane, per la loro forma e composizione, riprodurrebbero proprio questo suono originario.

L’uomo attraverso la vibrazione del suono delle campane verrebbe ricondotto all’inizio del tempo e delle cose così da essere ricongiunto con ciò di cui è originariamente costituito.

Riarmonizzando l’uomo con il Cosmo si porterebbero eliminare le dissonanze energetiche che provocano la rottura del legame tra l’uomo e l’Universo, favorendo così l’insorgere della malattia nel corpo e della tristezza e senso di smarrimento e angoscia nell’anima.

Tra le ciotole risuonanti e il Cosmo c’è una forte relazione. Il suono delle campane ha infatti una corrispondenza con il suono dei movimenti dei Pianeti, dovuto dal fatto di avere la stessa struttura materica dei pianeti stessi.

I monaci stessi davano molta importanza all’influenza astrale per utilizzarle come strumento di trattamento contro la malattia o i disagi spirituali. Questo perchè l’aiuto alla guarigione avviene non solo attraverso il suono emesso dal metallo della campana, ma anche attraverso la vibrazione prodotta dall’energia dei singoli metalli che la compongono, corrispondenti ai 7 pianeti in movimento.

Le campane sono realizzate infatti con una lega composta di 7 metalli, ognuno connesso a uno dei 7 pianeti del Sistema Solare:

ORO per il SOLE

ARGENTO per la LUNA

FERRO per MARTE

MERCURIO per MERCURIO

STAGNO per GIOVE

RAME per VENERE

PIOMBO per SASTURNO

Coloro che realizzavano le campane tenevano conto quindi anche della posizione degli astri ai quali le campane si richiamavano nella loro struttura più intima e sottile. E anche per questo motivo la loro realizzazione prevedeva dei tempi lunghi.

Una volta terminata, la ciotola risuonante veniva suggellata dall’incisione di un mantra dedicato a chi la avrebbe utilizzata ascoltandone il suono.

A presto per continuare il viaggio di conoscenza delle antiche ciotole risuonati e del loro utilizzo per il nostro benessere!